Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. La notizia è circolata in tarda serata e nella notte si è diffusa rapidamente. L’ospedale ha confermato il ricovero, senza spiegarne i motivi. Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura, 74 anni, sarebbe in gravi condizioni.
Cosa si sa del ricovero di Sgarbi al Gemelli
Le informazioni certe sono poche. Il Gemelli conferma che Sgarbi è ricoverato. A quanto si apprende, si trova nel reparto di terapia intensiva. Le cause cliniche non sono state comunicate. La famiglia, per ora, non ha diffuso comunicati ufficiali.
L’ospedale ha precisato che eventuali dettagli saranno resi pubblici solo con il consenso del paziente o quando il quadro clinico lo permetterà.
Il precedente: la depressione e il ricovero del 2025
Sgarbi era già stato ricoverato al Gemelli nella primavera del 2025. Rimase in ospedale per circa un mese a causa di una grave forma di depressione. La malattia lo aveva portato all’isolamento, a una forte perdita di peso e al rifiuto del cibo.
Dopo le dimissioni, Sgarbi ha parlato pubblicamente della propria condizione e ha ripreso gradualmente le apparizioni televisive. A maggio del 2025 aveva pubblicato sui social una foto con la compagna Sabrina Colle e aveva raccontato in un’intervista di «stare molto meglio», aggiungendo: «Cerco di muovermi e di tenere attivo il mio corpo».
Quest’anno le uscite pubbliche sono state sporadiche. Lo scorso febbraio è comparso alla Certosa di Ferrara accanto a Sabrina Colle, visibilmente debilitato e con il passo incerto. L’8 maggio ha festeggiato il compleanno a Venezia. Lo ha ricevuto a Ca’ Giustinian, sede della Biennale, il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco. Il 3 luglio si è visto a un appuntamento della Milanesiana, la rassegna culturale organizzata dalla sorella Elisabetta.
La richiesta della figlia: un amministratore di sostegno
Negli ultimi mesi la sua salute è diventata anche una questione giudiziaria. La figlia Evelina ha chiesto al tribunale civile di Roma di nominare un amministratore di sostegno per il padre. È una figura prevista dalla legge per chi non riesce a curare da solo, in tutto o in parte, i propri interessi. La nomina spetta al giudice, che ne stabilisce i poteri caso per caso. Secondo l’istanza, Sgarbi non sarebbe più in grado di gestire in autonomia la propria persona e il proprio patrimonio.
A fine agosto Evelina Sgarbi ha dichiarato pubblicamente che dalle cartelle cliniche del padre emergerebbero patologie croniche neurologiche e cardiache. Ha quindi chiesto accertamenti specialistici urgenti. Le fonti disponibili non riportano la decisione del tribunale.
I procedimenti chiusi con un’assoluzione
Sul fronte giudiziario, le ultime notizie erano favorevoli a Sgarbi. Circa venti giorni fa la Corte dei Conti, la magistratura che giudica i danni alle casse pubbliche, ha respinto la richiesta della Procura contabile. La Procura pretendeva da Sgarbi oltre 200mila euro di risarcimento a favore del ministero della Cultura. Al centro del caso c’erano 121 prestazioni professionali svolte mentre era sottosegretario. La vicenda aveva sollevato forti polemiche e lo aveva portato alle dimissioni. Le fonti non indicano se la Procura intenda impugnare la decisione.
All’inizio dell’anno era arrivata un’altra assoluzione, dall’accusa di riciclaggio. Riguardava il dipinto «La cattura di San Pietro», attribuito al pittore seicentesco Rutilio Manetti.
Chi è Vittorio Sgarbi
Sgarbi è nato a Ferrara l’8 maggio 1952. Si è laureato in Filosofia e si è dedicato poi alla storia dell’arte. Alla carriera di studioso ha affiancato una presenza costante in televisione e in politica. È stato parlamentare, sindaco di Salemi e di San Severino Marche, assessore alla Cultura del Comune di Milano e sottosegretario al ministero della Cultura.
Il Gemelli, finora si è limitato a confermare il ricovero.










